Giuseppe Sciuti
L’abate Meli di Giuseppe Sciuti
Giuseppe Sciuti (Zafferana Etnea 1834 - Roma 1911), pittore abilissimo e versatile, si forma negli anni Cinquanta dell’Ottocento presso gli atelier dei maestri catanesi Giuseppe Rapisardi e Giuseppe Gandolfo.
Inizialmente lavora come decoratore presso privati. Nel 1867 si trasferisce a Napoli, dove viene in contatto con Domenico Morelli, artista napoletano di gusto romantico, e Filippo Palizzi di Vasto, uno dei primi pittori veristi, trasferitosi a Napoli per soddisfare la propria inclinazione a ritrarre dal vero temi paesaggistici.
A Napoli, infatti, nel 1820 era sorta la scuola di Posillipo, che riuniva numerosi giovani pittori paesaggisti di ispirazione romantica e realista, influenzati da William Turner e Camille Corot, artisti di fama internazionale che soggiornarono nella città.
L’abate Meli è un omaggio del 1888 alla memoria di Giovanni Meli, scrittore e pensatore siciliano arcadico (dell’Accademia Arcadia) della seconda metà del Settecento, autore di diversi poemi in dialetto, tra i quali Il Don Chisciotti e Sancio Panza, tratto dal Don Chisciotte di Cervantes. Lo scrittore, immerso nel paesaggio naturale, è raffigurato con un libro in mano in un momento di riflessione.