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San Leone fa ardere il mago Eliodoro di Giuseppe Platania
Giuseppe Platania nasce a Palermo nel 1780. San Leone fa ardere il mago Eliodoro costituisce un bozzetto per una pala mai eseguita destinata alla chiesa di San Nicolò all’Arena di Catania. Ritrae il castigo inflitto dal vescovo Leone al Mago Eliodoro, noto per la pratica della magia giudaica e per la capacità di trasformare gli umani in bestie e materializzarsi in luoghi lontani.
Il vescovo cercava di disfarsi dei riti giudaici, tanto da aver ordinato la distruzione dei templi di Demetra e Cora.
Durante le funzioni, Eliodoro si insinuò tra la folla cambiando le sembianze dei presenti. Il vescovo Leone, finita la celebrazione della messa, gli si avventò contro esorcizzandolo. Lo fece poi ardere nelle fosse adibite a fornace, proprio vicino alle terme. Il mago, scampato persino alla condanna da parte dell’imperatore Costantino, viene così ridotto in un mucchio di cenere. Il liotro, elefante in pietra lavica simbolo di Catania, deriva forse il nome proprio da Eliodoro-Liotru, che avrebbe usato il pachiderma come cavalcatura per percorrere la distanza tra Catania e Costantinopoli.