La poetica degli affetti
Il libretto
Grazie al ritrovamento degli abbozzi del libretto della Sonnambula è stato possibile constatare quanto la collaborazione tra Bellini ed il suo librettista Romani fosse stretta e fruttuosa: a tal punto che alcuni versi sembra siano stati scritti direttamente dal musicista e poi perfezionati da Romani.
Per dar pieno risalto ai personaggi e agli intrecci sentimentali, furono soppresse da Bellini intere scene; altre sintetizzate per esaltare l’andamento lirico della vicenda. Fu Bellini a voler eliminare dal libretto l’agnizione finale, poiché nelle originarie intenzioni di Romani il conte Rodolfo avrebbe dovuto rivelarsi padre naturale di Amina.
La disponibilità di Romani a piegarsi alle indicazioni del musicista era stata totale. La poesia della cabaletta finale di Amina - Ah, non giunge uman pensiero - era stata riscritta dieci volte e nonostante ciò Bellini pretendeva dal poeta nuovi cambiamenti persino durante la prova generale, per esaltare al massimo la vocalità della sua protagonista.